Voce alla Città

Movimento Civico Tolentino (MC)

La gestione della discarica di contrada Collina C.C. 18-07-2001

La gestione della discarica di contrada Collina

L’atto su cui è chiamato ad esprimersi il Consiglio è legittimo (art.194 T.U.) ma il problema non è evidentemente giuridico, bensì politico e, forse, giudiziario.

La gestione della discarica di contrada Collina, mi sia concessa l’espressione, mi è parsa un po’ “allegra”, abborracciata, “arronzata”, col permesso di Zamponi e del Devoto-Oli.

Come al solito in questi casi, bisogna fare qualche passo indietro:

31.12.1994: scade il contratto di appalto per la gestione della discarica comunale da parte della ditta Ranaldi Pacifico-Scarponi Anna di Tolentino proprietaria dell’area e affidataria della gestione della medesima discarica ovverosia deposito dei rifiuti solidi urbani sin dal marzo 1974.

29.12.1995: (si è già costituito nel frattempo il Consorzio di gestione col Comune di S.Severino) la giunta Foglia, benché il Contratto con la medesima ditta non sia stato ancora rinnovato, eroga alla medesima ditta 17.500.000 per il periodo Agosto-settembre 1995 (cioè in vacanza contrattuale).

05.02.1996: Voce alla Città interroga il Sindaco sulla questione.

16.03.1996: Il Sindaco risponde con lettera che “in assenza di soluzioni alternative” si è ritenuto opportuno continuare a pagare la stessa ditta cui, ne frattempo, non si è rinnovato il contratto.

10.04.1996: Voce alla Città, non soddisfatta di tali chiarimenti, rinnova la richiesta.

27.05.1996: Il Sindaco risponde che è ancora in corso la trattativa e che non è stato ancora raggiunto l’accordo con la medesima ditta.

Tutto questo per dire che i rapporti con la ditta, a partire da una certa epoca, non sono stati più idilliaci e che, fin da allora i gestori della discarica giocavano evidentemente al rialzo con l’Amministrazione Comunale, guarda caso da quando la questione rifiuti comincia a diventare un’emergenza non solo locale ma nazionale e cominciano i guai giudiziari per gli amministratori (a Tolentino la discarica venne messa sotto sequestro il 16 settembre 1996) , ma anche da quando lo stoccaggio dei rifiuti per quantità sempre maggiori comincia a delinearsi come un vero e proprio business e con l’immondezza si cominciano a fare i soldi.

Ma arriviamo ai giorni nostri: si chiede oggi al Consiglio Comunale di deliberare in merito al pagamento di 226 milioni e 866 mila lire alla nuova ditta “Proposte Ambiente s.r.l” subentrata alla Ranaldi-Scarponi.

Nella proposta di delibera presentata al Consiglio Comunale si chiarisce che la somma concordata è frutto di una transazione e che essa è “di gran lunga inferiore alla richiesta avanzata dalla ditta stessa pari a £ 598.866.000”. Già il fatto stupirebbe di per sé: una ditta ne rileva un’altra, verifica che le spese di gestione in parte pregresse e in parte nuove si aggira intorno ai 600 milioni, li chiede, poi si accontenta di riceverne 226, cioè meno della metà, rinunciando ad un introito di ben 372 milioni; parrebbe, piuttosto che una Società a responsabilità limitata, una società di mutuo soccorso una società non profit, visto che vanno così tanto di moda!

Ma siccome uno ha tempo, si va a leggere anche la precedente delibera di Giunta n.119 del sei aprile scorso e, tra i vari “visto”, “rilevato” e “constatato” constata che si è “preso atto che la ditta Proposte Ambiente s.r.l. ha redatto un prospetto di competenze per il periodo intercorrente tra il 25 settembre 1995 e il 31.12.2000, richiedendo un importo ammontante a presunte (attenzione PRESUNTE, si dice in delibera di Giunta!) £ 598.866.000, salvo l’aggiunta di importi per rivalutazione monetaria e interessi”, di seguito si legge che si è anche “rilevata l’eccessiva onerosità e arbitrarietà della richiesta effettuata dalla ditta Proposte Ambiente”. Fate attenzione alle parole, si parla di un eccesso e di un atto arbitrario nella richiesta.

L’amministrazione allora che fa? Valuta l’ammontare dei costi di gestione fino al 31.12.1997 che è di 136 milioni e 866 mila lire, considera a forfait i costi di gestione per gli ultimi tre anni per una somma di £ 30 milioni annui e stabilisce salomonicamente che si possa arrivare ad una transazione per un totale di 226.866.000. Fine della storia, tutti felici e contenti.

Anzitutto noi di Voce alla Città vorremmo sottolineare una carenza di fondo nella gestione del problema discarica: se era noto a tutti, amministratori compresi, che ogni anno occorreva affrontare una spesa per la gestione della discarica sotto sequestro, perché non si è provveduto fin dal 1995 a mettere in bilancio tali somme? Perché si è lasciato che i costi si cumulassero, interessi compresi, fino ad oggi?

L’unica somma destinata a tale scopo risale al 1997: un impegno di spesa di 30 milioni per l’affitto di superficie per la discarica comunale a favore di Ranaldi Franco (nei Residui passivi dell’esercizio 2000), somma mai pagata alla ditta e finita nei residui passivi di quell’anno.

Ma la questione si fa ancor più delicata nei tempi a noi più vicini.

La discarica di Tolentino è su di un terreno di privati; è chiaro che coloro che possiedono il terreno sono in una posizione di privilegio nei confronti dell’Ente pubblico, cioè di noi cittadini di Tolentino, (non dimentichiamolo mai, il Comune siamo noi!). Perché? Ma perché non è che dall’oggi al domani si possono aprire discariche che possano far concorrenza a quella peraltro vicina, sita nel nostro territorio comunale e perché il Comune si deve far carico dell’attività di manutenzione a norma di legge. Ora è chiaro che chi possiede un bene deve trarne dei profitti, altrimenti sarebbe uno sciocco o un filantropo; ma che un privato, un singolo cittadino o una Società che sia, approfitti di questa condizione di privilegio per estorcere del denaro ad un Ente pubblico, perché questo ha cercato di fare la società Proposte Ambiente, non è accettabile.

Non basta dire che la richiesta di 600 milioni da parte della “Proposte Ambiente” è stata verificata dai tecnici eccessiva onerosa e arbitraria, occorre andare oltre, non attraverso una transazione che mette una bella pietra sopra tutta la vicenda come l’Assessore oggi viene a proporci, ma attraverso una citazione in giudizio per verificare se tale richiesta eccessiva onerosa e soprattutto arbitraria possa avere dei risvolti di ordine penale. Questo per il passato, il presente ma anche per il futuro prossimo, per evitare che l’Amministrazione comunale che, comunque, volente o nolente, avrà a che fare anche nei prossimi anni con questa Società o con altri privati, debba soggiacere alle pretese e alla rapacità di questo o di quello, e ciò anche in vista di una possibile riapertura della discarica stessa, dal momento che nello scorso gennaio è stata dissequestrata, guarda caso!!!

Ora di fronte alla proposta di delibera dell’Assessore Romagnoli si rimane lì per lì perplessi: ad una lettura superficiale degli atti, la transazione proposta sembrerebbe un vero affare, un’occasione: 226 milioni contro 600 richiesti, prendere o lasciare, ma se lasci addio, contenziosi a non finire, avvocati, interessi eccetera eccetera.

Poi però, parlando, viene fuori una prima spiegazione politico-pragmatica che farebbe onore al Machiavello, come lo chiamavano allora ed è questa: noi come Comune siamo in difetto e quindi siamo in una posizione debole, saniamo la situazione, tiriamoci fuori onorevolmente, poi vedremo il da farsi. Se le cose stessero davvero così io sarei il primo a votare a favore di questa delibera; ma le cose non stanno così.

Dopo aver letto le carte portate in Consiglio io debbo dire la verità ci ho rimuginato sopra, ci pensavo e mi dicevo: ma come è possibile che la Proposte Ambiente rinunci a quella cifra? Non sono spiccioli, si tratta di rinunciare al 62% della cifra totale!!! Ma una spiegazione non la trovavo, perché se uno si ferma a quelle carte lì, rimane ingolfato, non va avanti.

Poi come da un cappello da prestigiatore, la voilà, ecco la spiegazione: una delibera di Giunta fresca fresca la n.167 del 15 maggio 2001) attraverso la quale si stipula una convenzione per la gestione futura della discarica comunale guarda un po’ con chi? Ma con la ditta Proposte Ambiente, per la modica cifra, siori e siore, di £ 433 milioni e 600 mila lire dal 2001 sino a tutto il 2003.

Visto che l’ho ricordato prima, vorrei terminare con un pensiero del Machiavello adatto all’occasione :

Gli uomini generalmente giudicano più dalle apparenze che dalla sostanza, perché a tutti è concesso di vedere dall’esterno, ma a pochi è concesso di toccare con mano. E quei pochi non osano opporsi all’opinione dei molti i quali siano sostenuti dall’autorità dello Stato. […] El vulgo ne va sempre preso con quello che pare e con lo evento della cosa; e nel mondo non è se non vulgo; e li pochi non ci hanno luogo, quando li assai hanno dove appoggiarsi”. (Il Principe, XVIII, 5, 19-20).

Assessore Romagnoli, signor Sindaco, signori componenti la Giunta municipale, anche quando si parla di immondezza, bisogna farlo con mondezza, con pulizia cioè, con chiarezza di metodo e di intenti.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2001 da in NEWS, VOCE e L'AMBIENTE.
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