Voce alla Città

Movimento Civico Tolentino (MC)

Acquisto quote Politeama Piceno, riqualificazione dell’area adiacente via Flaminia C.C. 25-07-2001

Acquisto quote Politeama Piceno SRL

per la Gestione di servizi pubblici.

La relazione di Caporicci è davvero interessante: le finalità l’uso dei nuovi spazi è perfettamente condivisibile, chi non lo sarebbe? Non solo si troverebbero spazi ora angusti o inesistenti per attività di indubbio valore artistico ma soprattutto sociale, ma si aprirebbero prospettive interessanti anche per altro tipo di attività quale quella cinematografica, o l’uso dei multimedia. Insomma non sto a ripetere cose già sentite e condivisibili.

Ma, perché c’è un ma, nella stessa relazione affiora, e non poteva non affiorare una necessità, imprescindibile quale è quella di dover ristrutturare l’immobile sia perché inutilizzato in maniera continuativa ormai da una ventina di anni e quindi necessita di essere messo a norma in base a quella miriade di leggi, ricordo soltanto la famigerata 626/94 che da sola vale per tutte, sulla sicurezza, sia perché almeno alcune delle nuove attività necessiteranno pure di spazi appositamente attrezzati che l’attuale immobile non possiede.

Eccoci allora al cuore della questione, cioè alla proposta di deliberazione su cui siamo oggi chiamati ad esprimere un parere. Al di là dei tecnicismi quali il parere dell’avv. Cavallaro sulla possibilità che un ente pubblico quale è il Comune di Tolentino acquisti in parte una Società a responsabilità limitata………… e anche qui e necessario aprire una parentesi: perché nella richiesta all’ANCI (Associaz. Nazionale Comuni Italiani?) Il Comune di Tolentino prevede l’acquisto iniziale del 51% per poi giungere all’acquisizione totale della SRL, mentre nella relazione allegata alla proposta di deliberazione si va in direzione opposta allorché si afferma di voler acquistare quote non superiori al 70% per facilitare l’acquisto da parte dell’Ente, ma poi, nello sviluppo del progetto, non si esclude che il Comune possa ridurre il peso delle quote, favorendo un allargamento al privato, anche se è suo interesse mantenere almeno il 50% delle stesse. Mi sembra che si vada in direzione opposta, dai ¾ delle quote alla metà, mentre prima si voleva passare dalla metà al 100% (benché la legge non lo consenta!).

Dicevo, al di là delle questioni procedurali riguardanti la percentuale da acquisire, il problema sta nel fatto che nelle due paginette di delibera di cui una e il parere o relazione a firma del Ragioniere generale nulla si dice in merito alla reale situazione dell’immobile; mancano dei dati certi, un atto di indirizzo documentato in merito alla valutazione precisa dell’immobile stante il suo stato di conservazione e soprattutto una previsione di spesa in merito alle necessarie e imprescindibili ristrutturazioni cui andrà sicuramente soggetto. Gira voce che per le coperture durante le ristrutturazioni degli anni ’70 sia stato utilizzato anche dell’amianto, spero che non sia vero, ma ci sarebbe bisogno di una verifica sui costi, sui lavori necessari, volendo lasciare da parte i costi di gestione che pure ci saranno.

Chiediamo pertanto di acquisire nuovi e più precisi dati sullo stato di conservazione dell’immobile e sui presunti lavori da effettuarvi, non vogliamo acquisire un immobile la cui ristrutturazione sarebbe poi assai dispendiosa; le uniche cifre lette nell’atto di delibera riguardano il valore della srl di un miliardo e mezzo; ma qui non si tratta di spendere 750 milioni o un miliardo; qui si tratta di verificare quanti denari occorreranno per rendere funzionale, o almeno agibile tale immobile, questo nell’atto non c’è.

 

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Delibera OdG n.5:

Accordo di programma finalizzato alla realizzazione di infrastrutture di interesse pubblico e riqualificazione dell’area adiacente via Flaminia.

Quando si discute di appalti o comunque di edilizia a Tolentino, non si sa perché, ma si aspetta la bella stagione, quasi che i lavori dovessero cominciare immantinente e che perciò la bella stagione li favorisca. Lo scorso anno quando fu approvata in Consiglio la doppia porcheria delle lottizzazioni della cosiddetta Buca Massi e delle porcilaia di Poloni (in quest’ultimo caso il temine “porcheria” sembrerebbe più calzante per ragioni semantiche e atmosferiche) dicevo si era al 27 di luglio dell’anno 2000, quest’anno invece, per essere all’avanguardia si è voluto anticipare di uno/due giorni. Sembra quasi una di quelle vecchia procedure democristiane, a metà tra il furbesco e il truffaldino, di quando venivano approvate leggi e decreti intorno al Ferragosto, ignoti a tutti, meno che agli amici degli amici, naturalmente, per i quali esse leggi venivano così graziosamente confezionate ad hoc, ma bisognerebbe meglio dire ad illos.

L’accordo va poi a finire all’albo per le “osservazioni e/o opposizioni” che dovessero pervenire da parte dei cittadini, i quali cittadini però non lo sanno o stanno beatamente in ferie, e così si procede … di casa in casa … di ville in ville.

Non si capisce perché si voglia sempre procedere così, o forse si capisce o si fa finta di non capire, questo quanto al metodo.

Quanto al merito l’area adiacente la via Flaminia vorrebbe essere riqualificata attraverso un progetto a metà pubblico-privato con costruzioni di interesse pubblico e privato.

Si verrebbe a costruire un piccolo quartiere un borgo lo si direbbe tra la vecchia Flaminia a nord il fiume Chienti a sud e la Cartiera ad ovest e la zona Sticchi piscine ad est approssimativamente. Ma così ad occhio non si può non notare che tutta l’area dovrebbe essere collegata al resto della città da due sole vie, una delle quali si ricollega alla zona piscine, l’altra, invece, alla vecchia Flaminia proprio nella zona del vecchio borgo cartiera attraverso una stradina di effimere dimensioni;

Ora chi è che non sa che la vecchia Flaminia attraverso l’ultimo piano del traffico è gravata di un gran parte del traffico che non può attraversare il centro storico venendo dal monte verso il mare? Chi non sa che la medesima via è gravata da un traffico di mezzi pesanti dovuto all’attività della Cartiera e di altri opifici ad essa vicini? Eppure il progetto non sembra tener conto di tutto ciò non sembra curarsi cioè di ciò che è essenziale, le infrastrutture, quelle viarie soprattutto. È evidente che questo progetto così com’è stato presentato non va, occorrerebbero ben altre soluzioni come, per esempio, un ponte che attraversasse il Chienti e servisse di collegamento con la strada di Ributino, ma di questo ponte, di cui pure si chiacchiera molto nel progetto non c’è traccia.

Lasciamo perdere poi la riqualificazione per ciò che riguarda il verde, la soluzione di una stradina alberata che inizia in prossimità dell’invalicabile depuratore della Cartiera e va a morire presso le attuali piscine comunali è abbastanza ridicolo, se non fosse che gli ambientalisti bisogna pure accontentarli! Non credo che in tal modo li si accontenti, credo che li si prenda in giro.

Quindi? Quindi in progetto presentato così com’è non funziona va rivisto, ripensato, e ripresentato in tempi migliori e in stagioni più propizie.

Il Capogruppo di Voce alla Città

Paolo Paoloni

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Questa voce è stata pubblicata il 25 luglio 2001 da in NEWS, VOCE e L'AMBIENTE.
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