Voce alla Città

Movimento Civico Tolentino (MC)

PAGINAPRIMA autunno 2002

fogli di lavoro,
idee ed informazione
di `Voce alla Città’

autunno 2002
Solerti redattori e collaboratori: AAVV.,Rossano Ariozzì, Antonio Carlucci, Ennio Flaiano, Peter Gomez, Stefano Leonangeli, Paolo Paoloni, PolìsLab, Gianni Principi, Leo Sisti
fotocopiato in proprio ad personam
Anonima Compagnie IndipendentiVoce alla Città,  Via F.Filelfo,68 – 62029  Tolentino, tel. 03478566777
Vincitori e Vinti

di
Antonio Carlucci,
 Peter Gomez e Leo Sisti

(da La vera storia di Mani Pulite in Speciale – Espresso del 07.02.02)

Il camion si ferma in piazza di San Macuto, accanto all’ingresso secondario del palazzo che ospita gli uffici delle commissioni parlamentari. È sabato 30 maggio 1992. Nel giro di un’ora una trentina di pacchi sigillati finiscono nelle stanze riservate alla Commissione per le autorizzazioni a procedere, lo storico ombrello di protezione per deputati e senatori sotto inchiesta da parte della magistratura. Le carte contengono verbali d’interrogatorio, documenti bancari, ordini di custodia cautelare a decine. E una relazione introduttiva di 57 pagine con la quale si chiede di poter indagare su sei parlamentari: i socialisti Carlo Tognoli e Paolo Pillitteri, storici sindaci di Milano; il democristiano Severino Citaristi, uomo ombra delle finanze DC; il repubblicano Antonio Del Pennino, emblema ambrosiano dell’Edera; il socialdemocratico Renato Massari, che dal Sole nascente è appena transitato al partito di Bettino Craxi il comunista Gianni Cernetti, leader indiscusso dei miglioristi del partito.

A rivolgersi al Parlamento sono quattro pubblici ministeri di Milano. Il capo della procura Francesco Saverio Borrelli, il suo vice Gerardo D’Ambrosio ed i sostituti Gherardo Colombo ed Antonio Di Pietro. In 73 giorni, i quattro hanno messo a fuoco la più grande macchina di corruzione sistematica e capillare mai scoperta in Italia: in funzione da anni con lo scopo di finanziare illecitamente i partiti politici e spesso arricchire i loro leader. Il dossier della magistratura è la foto di quella che viene battezzata Tangentopoli. E i protagonisti dell’indagine sono subito eroi popolari: il pool di Mani pulite.
La prima pietra che rotolando ha innescato la rovinosa frana si identifica in un ingegnere milanese dalla faccia furbetta ed i modi autoritari di chi vuole sottolineare il suo potere. Si chiama Mario Chiesa e aspira a diventare sindaco di Milano. Viene arrestato il 17 febbraio 1992 dal capitano dei carabinieri Roberto Zuliani… E come una diga che si rompe. Di Pietro e gli altri del pool ( si aggiungono uno dopo l’altro Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Paolo lelo ed il giudice per le indagini preliminari Italo Ghitti) aprono fascicoli su fascicoli. Finiscono sotto inchiesta (e qualche volta in cella) Walter Armanini (mazzette sui lavori ai cimiteri), Alfredo Mosinì (lavori pubblici e forniture agli ospedali), Michele Colucci (corsi di formazione e Cee), Luigi Martinellì (discariche), Giovanni Manzi (aeroporti), Loris Zaffra (ecologia e urbanistica)…”

… E la storia continua!

IL CORAGGIO DELL’ONESTÀ

 In un suo discorso pubblico di oltre vent’anni fa, Sandro Pertini, l’indimenticato Presidente partigiano, amatissimo da tutti gli Italiani, rivolgendosi ai giovani pronunciava queste ‘profetiche’ parole:
“Oggi la nuova resistenza consiste nel difendere la Repubblica e la democrazia e cioè oggi ci vogliono due qualità a mio avviso, cari amici, l’onestà e il coraggio. Cercate di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcheduno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che  approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi deve essere denunciato senza alcun timore!”.
Probabilmente una rosa nel deserto – della politica di allora – vista la cronaca roboante degli anni ’90.
G. I. P., avviso di garanzia, corruzione, concussione, termini che divennero di conoscenza quotidiana: mentre si faticava a guadagnar la pagnotta, politici disonesti erano passati allo champagne e caviale.
Oltre gli ideologismi gli atti giudiziari non sempre ineccepibili, resta tutt’oggi la memoria di una pagina triste del nostro (mal)costume, della nostra storia, una patologia ancora ‘pulsante’ dalla quale dover sviluppare efficaci anticorpi:

– innanzitutto una rinnovata cultura della giustizia e della legalità da infondere ai giovani, nelle scuole, nei forum, nelle attività ricreative e di svago;
– leggi, normative e procedimenti che mirino alla trasparenza ed alla semplificazione degli iter burocratici;
– maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica, affinché esercitino un miglior controllo degli atti e dell’operato degli amministratori.
Sono rimedi indispensabili per redimere l’illegalità e la criminalità, e sancire una effettiva democrazia e pace sociale.
Perché non c’è pace senza giustizia.

Gianni Principi

p a g i n a p r i m a
autunno 2002

14 SETTEMBRE 2002
“UNA FESTA DI PROTESTA”
Sì proprio così! La manifestazione a Roma 14 settembre a cui ha preso parte oltre un milione di persone è stata veramente una festa di protesta. Infatti l’aria festosa di quella giornata si è sentita sin dal momento della partenza, quando si sono ritrovate insieme persone di tre diverse generazioni unite da un unico ideale, quello per la difesa dei valori della Libertà, della Democrazia e della Pace, per poi proseguire in Piazza San Giovanni e successivamente durante il ritorno a casa. Quel giorno, nella piazza, c’erano famiglie con al seguito i loro bambini, moltissimi giovani, anziani i quali, pure a discapito della loro età, avevano voluto ad ogni costo essere presenti a questo importante appuntamento, bandiere multicolori che sventolavano tra gli applausi e le note musicali delle bands e soprattutto il gran senso d’amicizia e fratellanza. Non si poteva di certo mancare per protestare fortemente contro chi vuole modificare la giustizia (legge Cirami) per salvaguardare gli interessi di pochi privilegiati, controlla nella quasi totalità l’informazione, manomette l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, indebolisce il potere d’acquisto di salari e pensioni, dimostra una supina volontà bellicista anziché farsi portatore di pace. Molto interessanti e toccanti sono stati gli interventi succedutosi sul palco tra i quali quello di Nanni Moretti, Paolo Flores d’Arcais, Vittorio Foa, Gino Strada, Pancho Pardi, Don Luigi Ciotti, la diciottenne Imbeni, Dario Fo e Franca Rame, Furio Colombo, Rita Borsellino e molti altri. Da quella piazza è partito un messaggio, rivolto a tutti coloro che sono impegnati in politica nello schieramento di Centro Sinistra, quello di smetterla con le controversie interne, puntando invece ad essere tutti uniti in difesa della Democrazia e dei più deboli, nel pieno rispetto della nostra Costituzione, aprendosi anche al contributo di tutti quei Movimenti, Associazioni e Cittadini che non si sentono rappresentati dai Partiti.

Rossano Ariozzi  

p a g i n a p r i m a
autunno 2002
Do
You
Remember?

di Paolo Paoloni

Papà, papà! Guarda cosa ho trovato in soffitta!!
– Che roba è?!
– Un libro pa’, di quelli scritti, quelli antichi, vedi, ha le pagine, si può sfogliare!!!
– Vedo, vedo, dagli una spolverata, sennò chi la sente poi tua madre. Sempre con le tua mania di tirar fuori oggetti dai bauli; un giorno o l’altro te li faccio sparire.

Matteo spolverò il libro e ne apparve il titolo: “Mani pulite”.
– Cosa significa pa ‘ Mani pulite?
– Che ne so, sarà un manuale di bellezza dei tempi andati, l’avrà adoperato tua nonna per farsi bella quando era giovane, quella befana!
– Ma no! pa’, io leggo di giudici, di Berlusconi, Craxi, Borrelli, Di Pietro, Colombo! chi erano pa’???
– Ah si, ricordo vagamente, l’ ho studiato a scuola. Ma non me ne ricordo più. Va un po’ a prendere quel CD nello scaffale del soggiorno, si trova giù in fondo a destra, capito?
– Va bene pa’ , vado subito, la storia mi è sempre piaciuta.
 Matteo corse nel salotto e trovò subito il CD nel posto indicatogli dal padre; era il “Manuale unico di storia moderna e contemporanea per gli istituti superiori di ogni ordine e grado”.
– Eccolo pa’, ma a che ti serve?
– Per ripassare un po’ la storia di quegli anni!

Mentre il padre cerca al computer le pagine giuste, Matteo continua a sfogliare il suo vecchio libro.
Dov’è?.. ah ecco! 1968: “la cosiddetta rivoluzione giovanile, ovvero i primi atti terroristici del comunismo internazionale” no, aspetta non è qui, un po’ più in là.. 1979: “L’omicidio Moro: la crisi dell’ Italia democratica e la ferma risposta al terrorismo comunista”. No, è ancora presto!. ma dov’è? ah ecco qua: “1992-2002: Tangentopoli. l’ultimo attacco dei terroristi comunisti prima della pacificazione nazionale”. Adesso ricordo! si, sì ricordo bene, ce lo spiegò bene il nostro professore di Storia, allora. Non te la faccio lunga: i comunisti che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, pur avendo perso le elezioni, si insediarono al potere per parecchi decenni, sospesero di fatto ogni garanzia democratica, che fino ad allora, per quasi un secolo aveva garantito ordine, libertà e ricchezza alla nostra nazione, e attuarono in modo subdolo quella che Marx chiama “dittatura del proletariato”.
– “Mars”?!!!, che centra Mars papi, non è un personaggio dei cartoni? Ma sì un nuovo eroe di “Dragon Ball”, l’amico di Gogu e di Junior!!!
– No, era un filosofo, una mezza tacca! ma lasciamo perdere, non divaghiamo. Allora ti dicevo che, -adesso ricordo chiaramente – i comunisti, non riuscendovi in altro modo, cercarono e quasi vi riuscirono, di distruggere la nostra democrazia attraverso l’infiltrazione di elementi amici dentro la magistratura, tipica tecnica comunista, quella di combattere il nemico dall’interno, furbi, no!?.
– Pa’non capisco, spiegati meglio.

– Ah ma sei tonto! Che ti ci mando a fare a scuola, se poi non capisci al volo? Oggi bisogna essere rapidi nel comprendere e rapidissimi nell’agire, non si può perdere tempo: “inglese, Internet, impresa”, si diceva ai tempi miei, – bei tempi!- e la scuola funzionava benissimo, niente chiacchiere a vuoto, di letteratura, di classici, di storia dell’arte! matematica applicata, partita doppia, un infarinata di diritto, casomai servisse, e poi l’inglese, Internet e gestione d’azienda. Non mi pare che da allora sia cambiato qualcosa, no? È mica cambiato? Dimmelo, se c’è qualche professore stronzo che ancora vi impapocchia con quelle stupide storielle totalmente slegate dalla realtà, dal business, che poi è l’unica cosa che conta.
–  No pa’, sta tranquillo, da quando c ‘è stato il giuramento e la firma del codice deontologico, rigano tutti dritti, quei fannulloni parassiti!-

– Meno male! Allora cosa stavamo dicendo?Ah sì! che alcuni comunisti, diventati giudici, hanno messo in pratica un colpo di stato facendo fuori la classe dirigente dei principali partiti politici, non so se mi spiego, di due partiti che da soli mettevano insieme più della metà dei consensi elettorali nell’Italia della fine degli anni ottanta del ventesimo secolo.
– Accidenti, pa’! Che pericolo abbiamo corso! E poi che è successo pa’? Chi ci ha salvato?
– Eh chi ci ha salvato! Quanto sarai ignorante figlio mio, ma che ci vai a fare a scuola? Oltre a correre dietro alle sottane delle femmine, ogni tanto alza quel capoccione e guardati attorno.
– Dove pa’?
– Senti: quando vai a scuola che strada fai?
– Passo per Via Mussolini, poi imbocco vicolo Casini, traversa Buttiglione, via Schifani, poi passo…. come si chiama? ah per Viale Fini, poi attraverso piazza Craxi! poi…
– Stop. Piazza Craxi. E che c’è in mezzo a piazza Craxi, testone?
– C’è il posteggio.
– E in mezzo al posteggio?
– C’è una statua enorme ricoperta di cacca di piccioni, pa’.
– Bene, sotto quella cacca è nascosto agli occhi del popolo il nostro salvatore, un vero patriota: Silvio Berlusconi.
– Silvio Berlusconi? E chi è?

– Ma sei proprio un somaro, Matteo. È l’uomo che ha scoperto la congiura comunista dei giudici!!! Sapessi quante ne ha passate: è stato ferocemente perseguitato, gliene hanno fatte di tutti i colori, ma ha tenuto duro e alla fine ha trionfato, facendo piazza pulita di tutta quella marmaglia. “Tutti in riga, non si scherza” ha detto. E tutti in riga si sono messi.
– Ho capito. Ma in questo libro, da quello che leggo nell’ultima di copertina si dicono cose esattamente opposte a quelle che mi hai raccontato tu!
–  Senti, Matteo ti fidi di me, di tuo padre, o dei libri sovversivi che raccontano fandonie al popolo? Questo libro l’avrà comprato, quand’èra giovane, quel rimbambito del tuo bisnonno, quando si pensava ancora di fare la rivoluzione! già la rivoluzione, l’eguaglianza, la solidarietà, la libertà, la giustizia! tutte cazzate di quei tempi. Quel coglione ci ha creduto e poi è crepato come un pezzente. Bravo pensa agli altri.. pensa, pensa. E a te chi ci ha pensato poi? Minchione!

Matteo, nel frattempo, sfogliava rapidamente il volume e dopo un po’ chiese ancora:
– Ma, pa’ qui si ricordano date, fatti, persone! possibile che sia tutto falso?
– Tutto.
Ma la gente ci credeva?
– In parte sì.
– Ma la gente che ci credeva era in buona fede, pa’?
– Erano dei cretini. Comunque buttalo via quel libro, non è roba per un
giovane. Chissà come si sarà salvato dalle distruzioni del 2004 !?
Matteo, invece, per una volta non diede retta al padre, e il libro, invece di gettarlo, lo nascose in camera sua. Ogni sera di nascosto leggeva un po’ di quelle storie e, più le leggeva, più gli veniva voglia di saperne di più.“Leggiamo che Aruleno Rustico ed Erennio Senecione, per aver lodato Trasea Peto ed Elvidio Prisco, furono condannati a morte: nè soltanto contro gli autori sincrudelì, ma pure contro i loro libri e i triumviri capitali ebbero l’incarico di bruciare pubblicamente nel Foro i monumenti di quei chiarissimi ingegni. Già! Con quel fuoco essi credevano di annientare la voce del popolo romano, la libertà del senato e la coscienza del genere. umano: dopo aver cacciato in esilio i maestri della sapienza perché niuna cosa onorevole fosse più loro d’impaccio. Abbiamo dato per certo un grande documento di pazienza”

TACITO, (Agricola, 2,1-3)

Non rubare

[Esodo 20,15]

Colui che ruba deve far mostra di amare i bambini e di temere Iddio

[ENNIO FLAIANO, Taccuino del marziano, in Autobiografia del blu di Prussia, Rizzoli, 1974]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 settembre 2002 da in NEWS con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: